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Memorie di una geisha

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memorie-di-una-geishaTitolo italiano: Memorie di una geisha
Titolo originale: Memoirs of a Geisha
Autore: Arthur Golden
Editore: TEA
Pagine: 571
Scheda su Ibs.it

Trama:Circondate da un’aura di mistero, le geishe hanno sempre esercitato sugli occidentali un’attrazione quasi irresistibile. Ma chi sono in realtà queste donne? A tutte le domande che queste figure leggendarie suscitano, Arthur Golden ha risposto con un romanzo, profondamente documentato, che conserva tutta l’immediatezza e l’emozione di una storia vera. Che cosa significa essere una geisha lo apprendiamo così dalla voce di Sayuri che ci racconta la sua storia: l’infanzia, il rapimento, l’addestramento, la disciplina – tutte le vicende che, sullo sfondo del Giappone del ‘900, l’hanno condotta a diventare la geisha più famosa e ricercata. Un romanzo avvincente e toccante, coronato da uno straordinario ritratto femminile e dalla sua voce indimenticabile. [fonte Ibs.it]

Leggendo svariati commenti su internet ho notato che moltissima gente l’ha letto e che ad alrettanti è piaciuto, facendone una sorta di “libro per la vita”, un libro a cui ispirarsi, Sayuri che doventa un’eroina moderna, che non ha paura di raccontare il suo passato; insomma quasi un caso letterario, ripreso poi dal film che ne è stato tratto.
Beh, io ho finito di leggerlo qualche minuto fa e devo dire che è uno dei tanti libri che ho letto che sì, sono belli, ben scritti, ma che non mi hanno appassionato così tanto.
Probabilmente è per l’uso della prima persona come metodo di narrazione.

Come già detto in altre sedi questo metodo è perfetto che capire i sentimenti e le emozioni dei narratori/protagonisti, ma così viene a mancare una grossa fetta di coinvolgimento dato dagli altri personaggi. Non conoscerò mai il punto di vista di Hatsumomo, di Mameha, del Presidente, di Nobu, che sono tutti personaggi importantissimi per lo sviluppo di Sayuri.
In particolare del Presidente, l’uomo amato da Sayuri, cosa sappiamo se non quello che ci dice Sayuri stessa? Niente, e secondo me questo è un peccato, specialmente alla fine del libro.
Non sono rimasta delusa, però l’amaro in bocca ce l’ho perché volevo saperne di più sui personaggi.

Dato che Rob Marshall ci ha tirato fuori un film, ho l’intenzione di vederlo a breve, anche solo per vedere se ci sono state modifiche e cambiamenti alla storia. Magari il film mi piace più del libro.

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Il regno dei draghi

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regnodraghiTitolo italiano: Il regno dei draghi
Titolo originale: Die Drachen
Autore: Julia Conrad
Editore: TEA
Pagine: 415
Scheda su Ibs.it

Trama:C’è stato un tempo in cui il mondo creato dalle Tre Sorelle, le dee dragonesse custodi dell’ordine e dell’armonia, era popolato da uomini e draghi, che vivevano in pace e prosperavano. Su di loro vegliavano i Draghi Astrali Phuram e Datura – il sole e la luna -, che assicuravano l’equilibro tra le forze del Bene e quelle del Male: perché nel desolato regno di Chatundra vivevano le orribili creature fedeli a Drydd, il malvagio Drago d’Ambra relegato dalle Sorelle nell’oscurità degli abissi marini. Poi, un giorno, Phuram aveva tradito le Sorelle e si era alleato con i draghi di Chatundra, scatenando una guerra che, dopo millenni di battaglie, morte e distruzione, non è ancora conclusa. Ormai l’ultima speranza è rappresentata da un’antica profezia: saranno necessari tredici uomini – tredici orfani marchiati dall’Artiglio di Drago – per sconfiggere l’esercito del Male e riportare nel mondo la pace. Ma nessuno sa chi siano i prescelti, e le due stirpi di draghi lottano per individuarli. Il compito di scovare e aiutare i Tredici viene affidato ai Raccoglitori, pronti a ogni sacrifìcio pur di far trionfare il Bene. Contro di loro, però, si erge il Principe Cadavere, crudele e astuto comandante delle creature degli abissi, che ha come unico scopo quello di trovare e uccidere gli eletti a uno a uno…[fonte Ibs.it]

Era da tempo che volevo iniziare questa trilogia, ne sentivo parlare bene in giro, senza contare che per una volta ci sono draghi come protagonisti.
Beh, non sono poi molto soddisfatta di come è iniziata la saga…

L’idea mi piace, ma ci sono alcune cose che non mi sono state di mio gradimento.
I nomi impossibili. la Madre Cosmica ha un nome che sembra un’accozzaglia di consonanti messe a caso, capisco l’epicità di un nome lungo ma che almeno sia comprensibile, tipo quello del Principe Cadavere, anche quello lungo e difficile da memorizzare, ma se letto ha una sua logica, non sembra creato pescando lettere dal sacchetto a mo’ di tombola.
I tanti personaggi. Io leggo Martin, lo adoro, e credevo di essere abituata a vedermi presentati molti personaggi, peccato che siano contesti diversi.
Martin ci presenta i suoi millanta personaggi lungo cinque corposi libri, poi ne uccide quasi la metà col risultato che alla fine i personaggi veramente importanti sono sempre quelli e si contano sulle dita di una-facciamo-due mani; la Conrad invece, in un libro solo, ci presenta 13 Prescelti, 1 Madre Cosmica, le 3 dragonesse creatrici, i 2 draghi del sole e della luna,i 2 draghi cattivi più i 3 basilischi e vari personaggi a caso.
Finito il libro mi ricordavo giusto Phuram e Datura, Vauvenal e Re Viborg, punto.
Troppi personaggi in un libro solo, questa è la pecca di questo libro.

Un’altra cosa che mi ha dato quasi fastidio è che a volte ci sono dei capitoletti filler usati per descrivere un avvenimento, ci potrebbe anche stare se solo nel capitolo dopo non venisse ripresa la solita descrizione, fatta però da un altro personaggio. Quindi mi chiedo, il capitolo filler a cosa è servito? Ad incicciottare il libro probabilmente.
Diciamo che non sono partita nel migliore dei modi, ho ancora due libri davanti, confido in un qualche miglioramento.

Luna Nera

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lunaneraTitolo originale: The Lunatic Cafe
Titolo italiano: Luna nera
Autore: Laurell K. Hamilton
Editore: TEA
Pagine: 394
Scheda su Ibs.it

Trama: La relazione con Richard è la piacevole novità che attraversa la vita di Anita Blake, anche se conciliare il lavoro di risvegliante, la paura di legarsi a una persona e il fatto che quella persona è un licantropo non è poi così semplice. D’altra parte, la Sterminatrice di vampiri è abituata alle situazioni estreme e, per lei, le insidie sono sempre in agguato. In un bosco poco fuori St. Louis, infatti, viene scoperto il cadavere di un uomo mutilato. Convinta che sia colpa di un orso, la polizia vorrebbe archiviare il caso, ma per Anita è evidente che l’assassino è un lupo mannaro e che quella morte è collegata alla serie di sparizioni che sta sconvolgendo la comunità di licantropi. Non a caso, quella stessa notte, Anita viene convocata dal capobranco, Marcus ­ che è anche l’avversario più determinato di Richard ­, il quale le ordina di scoprire il responsabile dei rapimenti. Anita, suo malgrado, viene così coinvolta in un’indagine pericolosa, fitta di personaggi inquietanti e con troppi segreti da nascondere. [fonte Ibs.it]

Io capisco che squadra che vince non si cambia, ma lo schema del libro inizia a stufarmi alquanto, è sempre il medesimo nei quattro libri letti fino ad oggi: un tizio va da Anita per proporle un lavoro, lei rifiuta, viene chiamata dalla polizia per il caso di turno, va da Jean-Claude per farsi aiutare o per chiarire una cosa e succede il finimondo, tentano di ucciderla, quello che le propone il lavoro è sempre coinvolto nell’omicidio di turno.
Per carità, nell’insieme si fa leggere, ma dopo un po’ che leggi la minestra riscaldata viene a noia.

C’è anche un ragionamento che non capisco proprio, Anita conosce Richard da un mese, un mese e mezzo, e già lui le chiede di sposarlo! Alla faccia della precocità… che poi quando lei scopre la licantropia di Richard inizia ad avere dei dubbi… Bah, io li avrei avuti prima i dubbi, non si conosce una persona in una mese, ma vabbè.
Credo si sia capito che Luna Nera non mi ha emozionato come i precedenti e sinceramente spero che i successivi non siano tutti uguali. Continuerò la saga per una questione di completezza e perché fa parte della mia sfida letteraria del 2013 quindi vorrei farlo piacevolmente.

Il Circo dei Dannati

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Terzo libro della saga di Anita Blake.

circodannati

Devo dire che stavolta Anita mi ha preso meno rispetto al precedente, non so perché sinceramente; diciamo che alcune cose avrei preferito fossero diverse.
Tutto parte quando in città vengono ritrovati dei cadaveri con segni di morsi di vampiro sul corpo. Anita, che fa la consulente per i casi soprannaturali, va subito a informarsi da Jean-Claude, il Master della città, che però nega un suo coinvolgimento. Questo significa che in città c’è un altro Master che non aspetta altro che uccidere altre persone.

Anche stavolta ritroviamo il solito connubio giallo-soprannaturale e lo stile in prima persona. Scopriamo qualcosina in più di Anita e del rapporto che c’è tra lei e Jean-Claude ma la cosa è ancora molto fumosa. Anita è sempre lei, impossibile sbagliarsi e mi fa piacere ritrovarla in nuove situazioni con nuovi personaggi (il lupacchiotto Richard e il povero Larry).

Di certo continuerò con la saga ma preferisco intramezzarla con altri libri, non vorrei che poi mi venisse a noia. :/

PS: che dite, per le prossima volte faccio uno schemino come tutti i blogger seri? Massì dai, proviamoci (la prossima votla però :P)!

Il Segreto dei Maghi

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Vabbè dai, non sto a rispiegarvi tutto da capo la storia (vedere questo post), stavolta vado subito con la recenZione.

Finale di trilogia, la fine della storia, la guerra che si preannunciava nel secondo libro.
Sì ok, nella prima parte procede normale, con Sonea ancora ostaggio ma con Akkarin che le spiega i motivi delle sue azioni; la seconda parte, specialmente la parte dell’arrivo degli Ichani e della guerra vera e propria… boh, io l’ho trovata confusionaria e, di conseguenza, deludente.
Sinceramente ho capito poco del piccolo esercito magico schierato in campo dalla Corporazione, delle loro mosse, dove erano appostati, niente. Si sa poco o nulla e questo mi da fastidio.
Come il finale tirato via; in poche pagine viene riformato il sistema della Corporazione e scelti i nuovo maghi superiori e puff! finita lì, non ci viene spiegato ancora una volta niente; senza parlare del finale di Sonea, il suo sì che è stato un finale frettoloso.

SPOILER SUL FINALE! LEGGETE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO!

Akkarin, di cui Sonea era innamorata e ricambiata, muore nella battaglia finale, e lei cade in depressione, nel frattempo i maghi superiori decidono che lei può restare nella Corporazione come Maga Nera e le verrà insegnata la Guarigione da usare nei bassifondi, da dove proviene lei. Tutto questo in tre pagine.
Time skip di qualche mese e la troviam in un ospedale a visitare sua cugina che ha la febbre. Nella stanza con lei c’è la zia, ovviamente la cugina e Rothen. In una pagina e mezza scopriamo che Sonea è incinta, che non aveva idea di come proteggersi e invita la zia  arimanere con lei, la zia accetta e il libro finisce così, in medias res praticamente.
Per carità, magari è lo stile della’autrice, ma io l’ho trovato affrettato, una paginetta in più per dirci, chessò, che il parto è andato tutto bene, la situazione politica del regno è tornata alla normalità e altre cose simili l’avrei apprezzato di più.
Come avrei apprezzato il fatto che la Canavan tirasse fuori le palle e parlasse apertamente del rapporto omosessuale tra Dannyl e Tayend senza rimanere sempre sul velato.

So che Trudi canavan ha scritto una sorta di prequel ambientanto secoli prima e un’altra trilogia con protagonista il figlio di Sonea (madda?), ma non so se voglio leggerli, la delusione è stata troppa. >_>

La Scuola dei Maghi

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La storia che c’è dietro questo libro è molto comica, confesso.
Chi ha letto la puntata precedente sa che ho comprato il secondo e il terzo libro della trilogia non appena ho finito il primo; ecco, tornata a casa ho deciso di iniziare subito a leggere il secondo ma c’era qualcosa che non mi tornava, nel primo capitolo mi faceva una sorta di riassunto di cose che non avevo letto, e io ho pensato: “Vabbè, vuol dire che la Canavan non aveva voglia di scrivere tutto”. Continuo a leggere e ad un certo punto, ad un terzo del libro, mi accorgo che in realtà stavo leggendo il terzo libro… Potete immaginare la mia reazione come un epic facepalm.

La copertina

Sonea ha accettato di frequentare l’Università ma un novizio, Regin, le rende la vita difficile; intanto Dannyl, Secondo Ambasciatore della Corporazione viene mandato dall’Amministratore a compiere alcune indagini sull’antica magia ed Akkarin, il Sommo Lord, non sta certo con le mani in mano…

Tralasciando il fatto che me lo sono allegramente spoilerato tutto, c’è una cosa che non mi va giù, il capitolo-riassunto all’inizio del libro.
Ora, se mi fai una cosa tipo Paolini mi sta bene, mi metti un riassunto all’inizio, prima che inizi la storia e sono d’accordo, la rinfrescata fa sempre bene. Se fai una cosa tipo Martin che mette riferimenti e, a volte, riesce a farti rcostruire i fatti, va bene, ci sto. Il capitoletto riassuntivo invece non lo mando giù, mi sa di minestra riscaldata, frena la lettura.

Comunque, a parte la cosuccia sopra citata non ci sono stati altri problemi di sorta, è andato giù che è una meraviglia, purtroppo non sono riuscita a leggerlo a pieno per via del mio errore (-.-) ma vabbè, rimedio col terzo episodio.

La Corporazione dei Maghi

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I lunghi viaggi in treno e la Feltrinelli in stazione centrale a Milano sono un ottimo incentivo a comprare libri. Questo l’ho comprato venerdì, da leggere durante la trasferta dai miei; l’avevo già adocchiato da Mel a Firenze, però ai tempi era disponibile sono la prima edizione di non mi ricordo quale casa editrice, quello grosso con la copertina rigida per capirsi. Sia lodata la TEA e le sue edizioni low-cost. ♥
Per capirsi, venerdì l’ho comprato e ieri l’ho finito, non mi capitava da un po’ che un libro mi prendesse così tanto, come sono scesa dal treno di ritorno mi sono subito fiondata in libreria a prendere i due rimanenti.

La copertina

Sonea è una ragazzina orfana che vive con gli zii, durante il giorno dell’Epurazione, in cui vengono cacciati dalla città vagabondi, senzatetto e piccoli criminali, i Maghi compiono il loro lavoro sotto i fischi e le proteste dei poveri cittadini. Sonea getta una pietra contro i maghi, protetti da una scudo magico, ma questo scudo si infrange e un mago viene colpito; disperata e incredula, Sonea scappa, aiutata dall’amico di infanzia Cery, e scopre di possedere la magia.
I maghi della Corporazione non possono lasciarla a piede libero, presto o tardi la ragazza perderà il controllo dei suoi poteri e finirà col fare del male a qualcuno..
Questa la trama del libro.

L’inizio è un po’ lento ma da parte mia c’era comunque qualcosa che mi spingeva a leggere, anche se era tutto un fuggi di qua, scappa di là. Dalla parte in cui Sonea viene trovata si fa tutto più interessante, l’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è stata la velocità con cui si è risolta l’Udienza.
Mi piace il sistema di gestione della magia, credo che in questo modo si evitino power-up inutili: se sei un mago forte lo sei fin da subito, se sei debole rimani debole.
Non vedo l’ora di leggere il seguito!