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La Corporazione dei Maghi

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I lunghi viaggi in treno e la Feltrinelli in stazione centrale a Milano sono un ottimo incentivo a comprare libri. Questo l’ho comprato venerdì, da leggere durante la trasferta dai miei; l’avevo già adocchiato da Mel a Firenze, però ai tempi era disponibile sono la prima edizione di non mi ricordo quale casa editrice, quello grosso con la copertina rigida per capirsi. Sia lodata la TEA e le sue edizioni low-cost. ♥
Per capirsi, venerdì l’ho comprato e ieri l’ho finito, non mi capitava da un po’ che un libro mi prendesse così tanto, come sono scesa dal treno di ritorno mi sono subito fiondata in libreria a prendere i due rimanenti.

La copertina

Sonea è una ragazzina orfana che vive con gli zii, durante il giorno dell’Epurazione, in cui vengono cacciati dalla città vagabondi, senzatetto e piccoli criminali, i Maghi compiono il loro lavoro sotto i fischi e le proteste dei poveri cittadini. Sonea getta una pietra contro i maghi, protetti da una scudo magico, ma questo scudo si infrange e un mago viene colpito; disperata e incredula, Sonea scappa, aiutata dall’amico di infanzia Cery, e scopre di possedere la magia.
I maghi della Corporazione non possono lasciarla a piede libero, presto o tardi la ragazza perderà il controllo dei suoi poteri e finirà col fare del male a qualcuno..
Questa la trama del libro.

L’inizio è un po’ lento ma da parte mia c’era comunque qualcosa che mi spingeva a leggere, anche se era tutto un fuggi di qua, scappa di là. Dalla parte in cui Sonea viene trovata si fa tutto più interessante, l’unica cosa che mi ha fatto storcere il naso è stata la velocità con cui si è risolta l’Udienza.
Mi piace il sistema di gestione della magia, credo che in questo modo si evitino power-up inutili: se sei un mago forte lo sei fin da subito, se sei debole rimani debole.
Non vedo l’ora di leggere il seguito!

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La Profezia dell’Armadillo

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Da qualche mese seguo le geniali strisce di Zerocalcare sul suo blog. Se non avete la più pallida idea di chi io stia parlando cliccate sul link e poi ringraziatemi (o infamatemi, de gustibus :P).

Stamani mattinata (EDIT: 5 Agosto) a Pisa con la Moma, la mia migliore amica/sorella acquisita, siamo andate alla Feltrinelli e vedo l’oggetto del mio desiderio, vedendo la mia irrefrenabile voglia di averlo, la Moma decide di regalarmelo. Inutile dire che il giorno dopo l’avevo già letto e gustato a pieno.
Mai acquisto fu stato più azzeccato.
Perché vedete, le strisce sono una risata continua, il moroso lo sta leggendo ora e non fa altro che sghignazare, però il filoconduttore che le lega tutte insieme è un insieme di emozioni nostalgiche, di rimpianti, profondo secondo me. Non voglio svelarvi di cosa si tratta per non spoilerarvi niente, a me comunque ha colpito molto, ci dimostra che il nostro Calcare non riesce solo a far ridere con le sue mitiche citazioni dagli anni 80/90 o con le sue “avventure” quotidiane, è capace anche di farci riflettere e dare dei messaggi forti.
Oh, io alla fine, una volta ricollegati tutti i ifili, avevo il magone.

Non sto a criticare stile, disegno e meate tecniche varie perché sono un’incompetente, posso giusto dire che mi piace e che continuerò a seguirlo molto volentieri. :)

Lara Manni/Lipperini, un curioso dejà-vu

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Giusto per fare di questo spazio un qualcosa di serio, ho deciso di spendere qualche parolina sullo scandalo fantasy-letterario del momento: il caso Lara Manni/Lipperini.
In altre sedi (nella mia cara Locanda) ho espresso il mio punto di vista, molto sintetico però, come ho il vizio di fare. Qui invece, spero di scrivere un qualcosa di più approfondito (diamine, mi sebra d’esser tornata al liceo con la prof d’italiano che mi diceva sempre di approfondire i concetti… >_>)

Prima di tutto le cose importanti: chi è Lara Manni e chi è Loredana Lipperini.

Loredana Lipperini è una giornalista famosa che collabora da anni con La Repubblica, ha scritto anche diversi libri e tiene un blog in cui parla di letteratura, editoria, il femminismo e altre robe che potete consultare tranquillamente sulla sua pagina su Wikipedia, QUI.
Lara Manni è una scrittrice italiana che ha esordito con la trilogia fantasy Esbat, Sopdet e Tanit, ispirati a InuYasha, in precedenza già fanfiction su EFP.

La Manni ha detto e ribadito più volte di essere partita come fanwriter e che Esbat era nata come fanfiction su InuYasha, in seguito un lettore della fanfic l’ha segnalata ad un’amica che l’ha segnalata ad un’importante agenzia letteraria; il tempo di modificare un po’ la storia così da renderla originale ed ecco che Esbat arriva nelle librerie italiane pubblicato da Feltrinelli.

Ora, anche io sono nata come fanwriter da quattro soldi (e infatti ho smesso dopo un annetto, LOL) e quindi credo di sapere un po’ come funziona il mondo del fandom, molti scrivono per hobby, verissimo, ma molti altri usano gli archivi di fanfiction per farsi le ossa e migliorare le loro abilità di scrittori perché anche loro ambiscono alla pubblicazione con un editore.
Ecco perché nel fandom Lara Manni è una specie di eroina, lei rappresenta il sogno fatto realtà di molti scrittori amatoriali, la possibilità di vedere pubblicata la propria storia.
Una specie di sogno americana all’italiana, lei ce l’ha fatta, allora forse posso farcela anche io. E questo discorso non è sbagliato, anzi, è di incoraggiamento.
Una favola a lieto fine in poche parole.

Poi, IL DRAMMA.

Sul web si inizia a vociferare che le due signore in realtà siano la stessa persona, si inizia a chiacchierare di come abbiano lo stesso agente, editate entrambe dalla Feltrinelli, la Lipperini che recensisce positivamente la Manni e così via.
Il fattaccio è che nessuna delle due interviene per smentire la cosa, dando così credito a coloro che sostengono Manni=Lipperini.
Il caso è scoppiato a Marzo, il blog della Lipperini continua come se non fosse successo niente, Lara Manni invece, che teneva un blog e aggiornava molto spesso, sembra essere sparita dal web.
Infine spuntano le prove concrete a supportare tale teoria: i bollini SIAE di Esbat (QUI quello pubblicato da FantasyMagazine, QUI quello pubblicato dal Duca).

Se venisse confermato, se una delle due confessasse di essere l’altra, cadrebbe tutto il teatrino che l’ha viste protagoniste, ma soprattutto cadrebbe e svanirebbe nel nulla quella figura rappresentativa che molti fanwriter hanno preso d’esempio.
Lara Manni non era solo un nome, ha tenuto un blog, ha socializzato con diverse persone, in qualche modo era viva e lottava insieme a noi, era una figura ben distinta
Non credo di esagerare dicendo che è stato uno shock per molti venire a scoprire che le due potrebbero essere la stessa persona.
Sia ben chiaro, se la Lipperini avesse voluto usare uno pseudonimo ben venga, nessuno può impedirglielo ed è nei suoi diritti, nessuno lo mette in dubbio, solo che boh, non riesco a capire.

Mettiamo per assurdo che fosse vero e la Lipperini pubblica con il nome Lara Manni. C’è qualcosa di male? No, l’importante è che il libro sia scritto bene e che piaccia ai lettori, chi l’ha scritto è di secondaria importanza.
La Lipperini apre un blog col nome Lara Manni dove posta articoli, considerazioni, immagino conosca altre persone con cui, spero, abbia creato un rapporto. C’è qualcosa di male? Io penso di sì poiché i lettori del blog della Manni sarebbero stati ingannati per tutto questo tempo e non è giusto nei loro confronti, gli si è mancato di rispetto.

Tutto ciò mi ricorda il caso El Defe/Owasa che scoppiò un paio di anni fa nel fandom.
Premetto che la cosa non mi sfiorò nemmeno perché ero già alla deriva e comunque io “scrivevo” e basta, non mi interessavo di altro all’infuori di EFP, ma sto divagando…
Questo El Defe apparve dal nulla, fece subito carriera nello staff di alcuni siti abbastanza importanti sulla scrittura amatoriale (Criticoni, da lui fondato e ora scomparso dal web) e partecipando attivamente alla community.
Poi apparve, sempre dal nulla, tale Owasa, che aprì sul defunto Splinder un blog di recensioni negative alla Gamberetta (con la differenza che Gamberetta si sente che studia/sta studiando, Owasa stroncava e basta), che devastò qualche vita virtuale. Quando qualcuno iniziò a capire che qualcosa non tornava iniziarono le indagini e, messo alle strette, El Defe fu costretto a confessare.
Oltre ad essere questa Owasa, era anche Rita, un’altra amministratrice di Criticoni, ed era coinvolto nel caso Kar85 (fanwriter morta di cancro che in realtà non è mai esistita); inutile dire che scoppiò un putiferio durato giorni.

Ecco, mi sembra di rivedere le stesse scene, come si può prendere in giro così delle persone facendo finta di essere chi non siamo? Non si tratta del solito fake passeggero, ma proprio di un’identità virtuale ben definita, io mi sentirei molto una merda, non so voi, e spero vivamente che una delle due si faccia viva per smentire la cosa, sarebbe un colpo troppo duro, sia per l’editoria, sia per il fandom, che immagino sia più coinvolta viste le origini della Manni.

Che dire? C’è solo da sperare in una smentita a breve.
Io vorrei poter credere che siano due persone diverse, ma il bollino alla mano e il fatto che ancora da parte della Lipperini e della Manni c’è il silenzio non depone a loro favore. Si dice che a pensare male si fa peccato ma che a volte ci si azzecca…