Lunga vita a Re Giorgio

Standard

Dimesso un presidente se ne fa uno nuovo, questa è la regola.
In Italia non è mai successo che un Presidente della Repubblica fosse eletto per due volte, Napolitano l’aveva detto chiaramente, non voleva un secondo mandato, il PD, che ha/aveva la maggioranza avrebbe dovuto indicare un nome e votarlo.

Quello che è successo invece arriva ai limiti dell’assurdo.
Avevano detto Marini, ma Marini non è stato; è stato detto Prodi ma, come si sa, nel segreto delle urne Dio ti vede, Bersani no; Grillo aveva proposto Rodotà, uomo di sinistra, ma invece di accettare a braccia aperte Rodotà, il PD ha detto no, forse per paura di dover fare un governo con il M5S.
E così tutti i partiti sono tornati da Napolitano, che stava già sigillando gli scatoloni, in ginocchio e sulla ghiaia per chiedere pietà.

Le condizioni di Napolitano sono state chiare: o TUTTI trovano un accordo e formano un governo o lui prima scioglie le camere e poi si dimette.

Insomma, li ha cazziati ben bene.
Mentre scrivo stavo guardando la diretta streaming su La7 del PD, mi è piaciuto molto l’intervento della Serracchiani; alla fine ha chiesto quello che la base del partito, gli elettori, stanno chiedendo da giorni: perché Rodotà no?

Da notare che nessuno, per quello che ho visto io, ha risposto a questa semplice domanda.
Personalmente reputo il PD morto, non che sia una novità eh.
E alla fine, l’unico che ci rimette, italiani a parte, è il povero Giorgio, già in ottica pensione.

Hunger Games (film)

Standard

hgmovieTitolo Italiano: Hunger Games
Titolo Originale: The Hunger Games
Durata: 142 minuti
Regista: Gary Ross
Anno: 2012
Scheda su Comingsoon.it

Trama:Ogni anno tra le rovine di quello che fu il Nord America, lo stato di Panem obbliga ognuno dei suoi dodici distretti a mandare un ragazzo e una ragazza a competere agli Hunger Games. In parte bizzarro spettacolo, in parte stratagemma intimidatorio del Governo, gli Hunger Games sono un evento televisivo nazionale nel quale i “Tributi” devono combattere gli uni con gli altri per la sopravvivenza. Contrapposta ai Tributi ben allenati che si sono preparati agli Hunger Games per tutta la vita, Katniss è costretta a contare sul suo brillante istinto oltre che sull’addestramento di un precedente vincitore dei giochi, l’alcolizzato Haymitch Abernathy. Per tornare a casa al Distretto 12, Katniss deve fare scelte impossibili nell’arena, che metteranno sulla bilancia la sopravvivenza contro l’umanità e la vita e contro l’amore. [fonte Comingsoon.it]

Se qualcuno ogni tanto bazzica da queste parti, sa che recentemente ho letto la trilogia di Hunger Games e che ho recensito i libri in questa sede. Giusto per rinfrescarvi la memoria e per mettere qualche link (che per qualche strano motivo, rende sempre più fighi e professionali i post) ecco le recensioni a HG1, HG2 e HG3.
Informo i gentili telelettori che questa sarà una recensione a quattro mani, ho obbligato il fidanzato a collaborare alla stesura della recensione.

[Yui]

Che il primo HG sia una scopiazzatura di Battle Royale lo sanno tutti, non ho voglia di tornarci sopra, e dato che la trama è sempre quella preferisco concentrarmi su altri aspetti del film.
L’unica cosa che ho apprezzato veramente è che, nonostante il punto di vista generale del film sia quello di Katniss (che riprende fedelmente quello del libro, e ci può stare benissimo), si vede in tempo reale quello che succede al di fuori dell’arena e non raccontato dopo da altri personaggi. Un esempio è la rivolta al Distretto 11 alla morte di Rue o il centro tecnico dell’Arena, dove il Primo Stratega dirige il tutto.

La scelta del cast non mi è stata molto congeniale, forse perché i personaggi me li ero immaginati in un modo e sullo schermo sono diventati tutt’altro, forse Effie è l’unica che era proprio come me l’aspettavo.
Haymitch lo facevo più pelato e ubriacone, leggermente in sovrappeso, il Presidente Snow anche lui con la pelata e con un viso dai tratti più “temibili”; forse sarà un mio difetto ma Donald Sutherland mi sa di pacioccone.
Lenny Kravitz che interpreta Cinna faccio ancora fatica a vedercelo, anche qui perché ho ancora impressa nella memoria la sua immagine di qualche anno fa.

La tabella emozionale di Jennifer Lawrence, per la prima metà del film, assomiglia a quella di Kristen Stewart, si riprende leggermente dopo la morte di Rue.
I trucchi del regista non mi sono dispiaciuti, per esempio quando partono i Giochi e si sente quel suono di sottofondo o quando Katniss fa esplodere e provvigioni dell’altro gruppo; il buon Ross però si perde qualcosina in giro, parlo del povero Thresh, perso chissà dove nella sceneggiatura.

[Troop]

Voglio ringraziare il regista per avermi dimostrato che non sono la persona più smemorata di questo mondo; innanzitutto penso si sia dimenticato qualche spiegazione, ad esempio come funziona tutta la storia del numero dei bigliettini per i sorteggi (quando Gale tira fuori il numero 42 io ho subito pensato alla Guida Galattica per Autostoppisti, per fortuna la Yui mi ha spiegato la storia della social card), senza parlare di come facciano a sparire oggetti (il coltellino da lancio che si conficca nello zainetto durante il rush iniziale) e PERSONE!!!!
Vi prego spiegatemi che fine ha fatto Thresh, non lo si vede morire, nessuna cannonata ne annuncia la triste dipartita, chiaramente non vince, ho provato a cercarlo anche dietro il divano durante i titoli di coda ma nulla, non c’è!
Secondo me alla regia in realtà c’è Dory, la pesciolina smemorata di Alla Ricerca di Nemo, sennò non si spiega.

[Yui e Troop]

In conclusione possiamo dire che, per chi non ha letto il libro, è un film che lascia perplessi e con molti dubbi.

Il regno dei draghi

Standard

regnodraghiTitolo italiano: Il regno dei draghi
Titolo originale: Die Drachen
Autore: Julia Conrad
Editore: TEA
Pagine: 415
Scheda su Ibs.it

Trama:C’è stato un tempo in cui il mondo creato dalle Tre Sorelle, le dee dragonesse custodi dell’ordine e dell’armonia, era popolato da uomini e draghi, che vivevano in pace e prosperavano. Su di loro vegliavano i Draghi Astrali Phuram e Datura – il sole e la luna -, che assicuravano l’equilibro tra le forze del Bene e quelle del Male: perché nel desolato regno di Chatundra vivevano le orribili creature fedeli a Drydd, il malvagio Drago d’Ambra relegato dalle Sorelle nell’oscurità degli abissi marini. Poi, un giorno, Phuram aveva tradito le Sorelle e si era alleato con i draghi di Chatundra, scatenando una guerra che, dopo millenni di battaglie, morte e distruzione, non è ancora conclusa. Ormai l’ultima speranza è rappresentata da un’antica profezia: saranno necessari tredici uomini – tredici orfani marchiati dall’Artiglio di Drago – per sconfiggere l’esercito del Male e riportare nel mondo la pace. Ma nessuno sa chi siano i prescelti, e le due stirpi di draghi lottano per individuarli. Il compito di scovare e aiutare i Tredici viene affidato ai Raccoglitori, pronti a ogni sacrifìcio pur di far trionfare il Bene. Contro di loro, però, si erge il Principe Cadavere, crudele e astuto comandante delle creature degli abissi, che ha come unico scopo quello di trovare e uccidere gli eletti a uno a uno…[fonte Ibs.it]

Era da tempo che volevo iniziare questa trilogia, ne sentivo parlare bene in giro, senza contare che per una volta ci sono draghi come protagonisti.
Beh, non sono poi molto soddisfatta di come è iniziata la saga…

L’idea mi piace, ma ci sono alcune cose che non mi sono state di mio gradimento.
I nomi impossibili. la Madre Cosmica ha un nome che sembra un’accozzaglia di consonanti messe a caso, capisco l’epicità di un nome lungo ma che almeno sia comprensibile, tipo quello del Principe Cadavere, anche quello lungo e difficile da memorizzare, ma se letto ha una sua logica, non sembra creato pescando lettere dal sacchetto a mo’ di tombola.
I tanti personaggi. Io leggo Martin, lo adoro, e credevo di essere abituata a vedermi presentati molti personaggi, peccato che siano contesti diversi.
Martin ci presenta i suoi millanta personaggi lungo cinque corposi libri, poi ne uccide quasi la metà col risultato che alla fine i personaggi veramente importanti sono sempre quelli e si contano sulle dita di una-facciamo-due mani; la Conrad invece, in un libro solo, ci presenta 13 Prescelti, 1 Madre Cosmica, le 3 dragonesse creatrici, i 2 draghi del sole e della luna,i 2 draghi cattivi più i 3 basilischi e vari personaggi a caso.
Finito il libro mi ricordavo giusto Phuram e Datura, Vauvenal e Re Viborg, punto.
Troppi personaggi in un libro solo, questa è la pecca di questo libro.

Un’altra cosa che mi ha dato quasi fastidio è che a volte ci sono dei capitoletti filler usati per descrivere un avvenimento, ci potrebbe anche stare se solo nel capitolo dopo non venisse ripresa la solita descrizione, fatta però da un altro personaggio. Quindi mi chiedo, il capitolo filler a cosa è servito? Ad incicciottare il libro probabilmente.
Diciamo che non sono partita nel migliore dei modi, ho ancora due libri davanti, confido in un qualche miglioramento.

Il grande e potente Oz

Standard

ozTitolo italiano: Il grande e potente Oz
Titolo originale: Oz the Great and Powerful
Durata: 127 minuti
Regista: Sam Raimi
Anno: 2013
Scheda su Comingsoon.it

Trama:Quando Oscar Diggs (James Franco), illusionista di un piccolo circo, dalla discutibile etica, viene trasportato dal polveroso Kansas nel fantastico Regno di Oz, pensa di aver vinto alla lotteria: fama e fortuna a sua completa disposizione. Questo finché non incontra tre streghe, Theodora (Mila Kunis), Evanora (Rachel Weisz) e Glinda (Michelle Williams), non convinte che lui sia il grande mago che tutti credono. Coinvolto suo malgrado nei conflitti del Regno di Oz e dei suoi abitanti, Oscar deve capire chi è buono e chi è cattivo prima che sia troppo tardi. Grazie alle sue arti magiche e con un po’ di illusione, ingenuità e perfino stregoneria, Oscar si trasforma non solo nel grande e potente Mago di Oz ma anche in un uomo migliore. [fonte Comingsoon.it]

Sono andata a vederlo ieri sera al famoso cinema sotto casa, niente 3D perché non lo sopporto.
Due ore di film sono lunghe da sopportare, in special modo se le poltroncine non sono proprio delle più comode, per fortuna il film è stato bello a vedersi, le due ore mi sono passate veloci, credo che il ritmo della storia sia stato azzeccato, non troppo lento, non troppo veloce.
Ho apprezzato molto il cambiamento dal bianco e nero delle prime scene, quelle ambientate in Kansas, al colore per rappresentare Oz. Siamo nel 1905, gli anni delle prime rappresentazioni cinematografiche, il b/n è un’ottima scelta stilista, richiama l’atmosfera di quegli anni, inoltre è perfettamente in contrasto col colore usato per rappresentare Oz, un nuovo mondo, o semplicemente per rappresentare la fantasia.

Anche il fatto che hanno lasciato il solito doppiatore di JD per Zach Braff l’ho apprezzato molto, ho seguito Scrubs fin dall’inizio e non avrei potuto sentire Zach con un’altra voce, è un po’ come sentire Homer senza la voce di Tonino Accolla; senza contare che il collegamento assistente – scimmia sarebbe stato meno immediato.

Sono rimasta colpita dall’ambientazione e dagli effetti speciali, i fiori giganti che si aprono quando Oz arriva nel moondo sembrano veri, non parliamo poi dell’albero la cui chioma è composta da farfalle che poi si librano in aria tutte insieme… da togliere il fiato; le strade, gli scorci, i paesaggi, è tutto fatto benissimo e a meraviglia, i dettagli dei ponti rocciosi, tutto alla perfezione.

Le uniche cose che non mi sono andate giù sono state la poca caratterizzazione delle streghe cattive e la faccia di culo perennemente sul volto di Oz.
Theodora almeno ha la scusante della delusione amorosa, ma Evanora è cattiva perché è cattiva, cliché più clicheroso che ci sia. Poi magari è fatto apposta per riprendere le atmosfere del libro originale, io però un po’ più di psicologia in più non l’avrei disdegnata.

Per il resto è stata una visione piacevole, con un finale abbastanza aperto che può presupporre ad eventuali sequel… sempre che non siano in stile Pirati dei caraibi 4 :D

Un anno di Stanzino

Standard

Accidenti, è già passato un anno. Un anno e un giorno per essere precisi.L’11 marzo 2012 aprivo lo Stanzino, carica e piena di intenzioni, come sono ancora adesso; il mio progetto recensionistico non vuole fermarsi, anzi, ho intenzione di continuare per un bel po’! Mi sembra ieri che sceglievo il tema che mi piaceva di più e cercavo le parole per aprire questo esperimento. Da allora sono cambiate tante cose, tuttavia lo spirito di questo blog è rimasto invariato.

Ho ancora tanto di cui parlare, libri da segnalarvi e film che mi sono piaciuti; se qualcuno ricorda ancora il post iniziale ha già capito che metà degli argomenti che mi ero prefissata non ci osno mai stati (tipo i videogiochi o le lezioni di finnico), confesso, è stato un piccolo fallimento, ma ho preferito concentrarmi su un paio di argomenti e basta.
Che altro dire, io sono contenta di tutto questo, dei lettori (se mai ci sono) e dei commentatori, dei miei articoli (che solo ora hanno una parvenza di professionalità) e di tutto quello che c’è intorno.
Un altro anno di Stanzino me lo fate fare, che dite?

Luna Nera

Standard

lunaneraTitolo originale: The Lunatic Cafe
Titolo italiano: Luna nera
Autore: Laurell K. Hamilton
Editore: TEA
Pagine: 394
Scheda su Ibs.it

Trama: La relazione con Richard è la piacevole novità che attraversa la vita di Anita Blake, anche se conciliare il lavoro di risvegliante, la paura di legarsi a una persona e il fatto che quella persona è un licantropo non è poi così semplice. D’altra parte, la Sterminatrice di vampiri è abituata alle situazioni estreme e, per lei, le insidie sono sempre in agguato. In un bosco poco fuori St. Louis, infatti, viene scoperto il cadavere di un uomo mutilato. Convinta che sia colpa di un orso, la polizia vorrebbe archiviare il caso, ma per Anita è evidente che l’assassino è un lupo mannaro e che quella morte è collegata alla serie di sparizioni che sta sconvolgendo la comunità di licantropi. Non a caso, quella stessa notte, Anita viene convocata dal capobranco, Marcus ­ che è anche l’avversario più determinato di Richard ­, il quale le ordina di scoprire il responsabile dei rapimenti. Anita, suo malgrado, viene così coinvolta in un’indagine pericolosa, fitta di personaggi inquietanti e con troppi segreti da nascondere. [fonte Ibs.it]

Io capisco che squadra che vince non si cambia, ma lo schema del libro inizia a stufarmi alquanto, è sempre il medesimo nei quattro libri letti fino ad oggi: un tizio va da Anita per proporle un lavoro, lei rifiuta, viene chiamata dalla polizia per il caso di turno, va da Jean-Claude per farsi aiutare o per chiarire una cosa e succede il finimondo, tentano di ucciderla, quello che le propone il lavoro è sempre coinvolto nell’omicidio di turno.
Per carità, nell’insieme si fa leggere, ma dopo un po’ che leggi la minestra riscaldata viene a noia.

C’è anche un ragionamento che non capisco proprio, Anita conosce Richard da un mese, un mese e mezzo, e già lui le chiede di sposarlo! Alla faccia della precocità… che poi quando lei scopre la licantropia di Richard inizia ad avere dei dubbi… Bah, io li avrei avuti prima i dubbi, non si conosce una persona in una mese, ma vabbè.
Credo si sia capito che Luna Nera non mi ha emozionato come i precedenti e sinceramente spero che i successivi non siano tutti uguali. Continuerò la saga per una questione di completezza e perché fa parte della mia sfida letteraria del 2013 quindi vorrei farlo piacevolmente.

Il messaggero – Messenger

Standard

messengerTitolo originale: Messenger
Titolo italiano: Il messaggero – Messenger
Autore: Lois Lowry
Editore: Giunti editore
Pagine: 208
Scheda su Ibs.it

Trama:Quando Matty è arrivato al Villaggio sei anni prima era un ragazzino inquieto e ribelle che amava definirsi “la Belva fra le Belve”. Ora è cresciuto sotto la guida del cieco Veggente ed è pronto per l’assegnazione del suo vero nome: “Messaggero”. Ma qualcosa nel Villaggio sta cambiando: da quando al mercato si barattano i sentimenti con effimeri beni materiali, la comunità è diventata improvvisamente ottusa e caparbia. La società utopica che un tempo amava accogliere tutti i rifugiati e i derelitti sta innalzando un muro di isolamento. Matty è uno dei pochi capaci di districarsi nel fitto della Foresta e il suo compito ora è quello di portare il messaggio del drastico cambiamento ai paesi vicini e convincere Kira, la figlia del veggente, a tornare con lui al Villaggio, prima che sia troppo tardi. Ma la Foresta, che gli è sempre stata amica, si è rivoltata contro di lui, animata da una forza oscura e senziente, e Matty si trova a fronteggiare il pericolo armato solo di un nuovo potere che ancora non riesce completamente a gestire e a comprendere. [fonte Ibs.it]

Finito in meno di quattro ore; il fatto che sia breve non incide sulla grandezza del messaggio che vuole trasmettere.
Seguito diretto di Gathering Blue, il protagonista è Matty, l’amico d’infanzia di Kira. Matty vive col padre di Kira, il Veggente, e scopre di avre un Dono, ma non sa di cosa si tratta e come usarlo, l’unica cosa in cui riesce è attraversare la Foresta e recapitare messaggi.
È anche uno dei pochi che si accorge del cambiamento di alcune persone, che a poco a poco perdono la loro umanità in cambio di futili oggetti o beni materiali; ed è causa di queste persone che il Villaggio dovrà chiudere ai nuovi rifugiati.
Matty quindi parte per portare al Villaggio, prima che sia troppo tardi, Kira, in un finale da lacrima libera scoprimao quale sia il Dono di Matty: la guarigione. Con il sacrificio estremo Matty riesce a ridonare umanità alle persone coinvolte nel Baratto e a guarire la Foresta, diventato territorio lugubre e mortale.

Credo che fra i tre questo sia quello che mi è piaciuto più di tutti. L’umanità contro il bene materiale, i sentimenti contro oggetti inanimati, c’è molto da riflettere su questo libro. Che ci possa piacere o no alla fine la tecnologia fa parte della nostra vita, forse anche più del dovuto: non possimao stare senza computer, non possiamo stare senza internet, non possiamo stare senza cellulare, i media ci inducono a pensare che non possiamo stare senza tablet, elettrodomestici anche per svitare un tappo; forse anche noi stiamo perdendo la nostra umanità in cambio di tanti bei giocattoli tecnologici…

Serie che consiglio vivamente, spero che per il quarto libro non ci sia da attendere troppo.