Archivio mensile:marzo 2013

Il regno dei draghi

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regnodraghiTitolo italiano: Il regno dei draghi
Titolo originale: Die Drachen
Autore: Julia Conrad
Editore: TEA
Pagine: 415
Scheda su Ibs.it

Trama:C’è stato un tempo in cui il mondo creato dalle Tre Sorelle, le dee dragonesse custodi dell’ordine e dell’armonia, era popolato da uomini e draghi, che vivevano in pace e prosperavano. Su di loro vegliavano i Draghi Astrali Phuram e Datura – il sole e la luna -, che assicuravano l’equilibro tra le forze del Bene e quelle del Male: perché nel desolato regno di Chatundra vivevano le orribili creature fedeli a Drydd, il malvagio Drago d’Ambra relegato dalle Sorelle nell’oscurità degli abissi marini. Poi, un giorno, Phuram aveva tradito le Sorelle e si era alleato con i draghi di Chatundra, scatenando una guerra che, dopo millenni di battaglie, morte e distruzione, non è ancora conclusa. Ormai l’ultima speranza è rappresentata da un’antica profezia: saranno necessari tredici uomini – tredici orfani marchiati dall’Artiglio di Drago – per sconfiggere l’esercito del Male e riportare nel mondo la pace. Ma nessuno sa chi siano i prescelti, e le due stirpi di draghi lottano per individuarli. Il compito di scovare e aiutare i Tredici viene affidato ai Raccoglitori, pronti a ogni sacrifìcio pur di far trionfare il Bene. Contro di loro, però, si erge il Principe Cadavere, crudele e astuto comandante delle creature degli abissi, che ha come unico scopo quello di trovare e uccidere gli eletti a uno a uno…[fonte Ibs.it]

Era da tempo che volevo iniziare questa trilogia, ne sentivo parlare bene in giro, senza contare che per una volta ci sono draghi come protagonisti.
Beh, non sono poi molto soddisfatta di come è iniziata la saga…

L’idea mi piace, ma ci sono alcune cose che non mi sono state di mio gradimento.
I nomi impossibili. la Madre Cosmica ha un nome che sembra un’accozzaglia di consonanti messe a caso, capisco l’epicità di un nome lungo ma che almeno sia comprensibile, tipo quello del Principe Cadavere, anche quello lungo e difficile da memorizzare, ma se letto ha una sua logica, non sembra creato pescando lettere dal sacchetto a mo’ di tombola.
I tanti personaggi. Io leggo Martin, lo adoro, e credevo di essere abituata a vedermi presentati molti personaggi, peccato che siano contesti diversi.
Martin ci presenta i suoi millanta personaggi lungo cinque corposi libri, poi ne uccide quasi la metà col risultato che alla fine i personaggi veramente importanti sono sempre quelli e si contano sulle dita di una-facciamo-due mani; la Conrad invece, in un libro solo, ci presenta 13 Prescelti, 1 Madre Cosmica, le 3 dragonesse creatrici, i 2 draghi del sole e della luna,i 2 draghi cattivi più i 3 basilischi e vari personaggi a caso.
Finito il libro mi ricordavo giusto Phuram e Datura, Vauvenal e Re Viborg, punto.
Troppi personaggi in un libro solo, questa è la pecca di questo libro.

Un’altra cosa che mi ha dato quasi fastidio è che a volte ci sono dei capitoletti filler usati per descrivere un avvenimento, ci potrebbe anche stare se solo nel capitolo dopo non venisse ripresa la solita descrizione, fatta però da un altro personaggio. Quindi mi chiedo, il capitolo filler a cosa è servito? Ad incicciottare il libro probabilmente.
Diciamo che non sono partita nel migliore dei modi, ho ancora due libri davanti, confido in un qualche miglioramento.

Il grande e potente Oz

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ozTitolo italiano: Il grande e potente Oz
Titolo originale: Oz the Great and Powerful
Durata: 127 minuti
Regista: Sam Raimi
Anno: 2013
Scheda su Comingsoon.it

Trama:Quando Oscar Diggs (James Franco), illusionista di un piccolo circo, dalla discutibile etica, viene trasportato dal polveroso Kansas nel fantastico Regno di Oz, pensa di aver vinto alla lotteria: fama e fortuna a sua completa disposizione. Questo finché non incontra tre streghe, Theodora (Mila Kunis), Evanora (Rachel Weisz) e Glinda (Michelle Williams), non convinte che lui sia il grande mago che tutti credono. Coinvolto suo malgrado nei conflitti del Regno di Oz e dei suoi abitanti, Oscar deve capire chi è buono e chi è cattivo prima che sia troppo tardi. Grazie alle sue arti magiche e con un po’ di illusione, ingenuità e perfino stregoneria, Oscar si trasforma non solo nel grande e potente Mago di Oz ma anche in un uomo migliore. [fonte Comingsoon.it]

Sono andata a vederlo ieri sera al famoso cinema sotto casa, niente 3D perché non lo sopporto.
Due ore di film sono lunghe da sopportare, in special modo se le poltroncine non sono proprio delle più comode, per fortuna il film è stato bello a vedersi, le due ore mi sono passate veloci, credo che il ritmo della storia sia stato azzeccato, non troppo lento, non troppo veloce.
Ho apprezzato molto il cambiamento dal bianco e nero delle prime scene, quelle ambientate in Kansas, al colore per rappresentare Oz. Siamo nel 1905, gli anni delle prime rappresentazioni cinematografiche, il b/n è un’ottima scelta stilista, richiama l’atmosfera di quegli anni, inoltre è perfettamente in contrasto col colore usato per rappresentare Oz, un nuovo mondo, o semplicemente per rappresentare la fantasia.

Anche il fatto che hanno lasciato il solito doppiatore di JD per Zach Braff l’ho apprezzato molto, ho seguito Scrubs fin dall’inizio e non avrei potuto sentire Zach con un’altra voce, è un po’ come sentire Homer senza la voce di Tonino Accolla; senza contare che il collegamento assistente – scimmia sarebbe stato meno immediato.

Sono rimasta colpita dall’ambientazione e dagli effetti speciali, i fiori giganti che si aprono quando Oz arriva nel moondo sembrano veri, non parliamo poi dell’albero la cui chioma è composta da farfalle che poi si librano in aria tutte insieme… da togliere il fiato; le strade, gli scorci, i paesaggi, è tutto fatto benissimo e a meraviglia, i dettagli dei ponti rocciosi, tutto alla perfezione.

Le uniche cose che non mi sono andate giù sono state la poca caratterizzazione delle streghe cattive e la faccia di culo perennemente sul volto di Oz.
Theodora almeno ha la scusante della delusione amorosa, ma Evanora è cattiva perché è cattiva, cliché più clicheroso che ci sia. Poi magari è fatto apposta per riprendere le atmosfere del libro originale, io però un po’ più di psicologia in più non l’avrei disdegnata.

Per il resto è stata una visione piacevole, con un finale abbastanza aperto che può presupporre ad eventuali sequel… sempre che non siano in stile Pirati dei caraibi 4 :D

Un anno di Stanzino

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Accidenti, è già passato un anno. Un anno e un giorno per essere precisi.L’11 marzo 2012 aprivo lo Stanzino, carica e piena di intenzioni, come sono ancora adesso; il mio progetto recensionistico non vuole fermarsi, anzi, ho intenzione di continuare per un bel po’! Mi sembra ieri che sceglievo il tema che mi piaceva di più e cercavo le parole per aprire questo esperimento. Da allora sono cambiate tante cose, tuttavia lo spirito di questo blog è rimasto invariato.

Ho ancora tanto di cui parlare, libri da segnalarvi e film che mi sono piaciuti; se qualcuno ricorda ancora il post iniziale ha già capito che metà degli argomenti che mi ero prefissata non ci osno mai stati (tipo i videogiochi o le lezioni di finnico), confesso, è stato un piccolo fallimento, ma ho preferito concentrarmi su un paio di argomenti e basta.
Che altro dire, io sono contenta di tutto questo, dei lettori (se mai ci sono) e dei commentatori, dei miei articoli (che solo ora hanno una parvenza di professionalità) e di tutto quello che c’è intorno.
Un altro anno di Stanzino me lo fate fare, che dite?