Il canto della rivolta, Hunger Games #03

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hg3 Titolo originale: Mockingjay
Titolo italiano: Il canto della rivolta
Autore: Suzanne Collins
Editore: Mondadori
Pagine : 419
Scheda su Ibs.it

Trama:Contro ogni previsione, Katniss Everdeen è sopravvissuta all’Arena degli Hunger Games. Due volte. Ora vive in una bella casa, nel Distretto 12, con sua madre e la sorella Prim. E sta per sposarsi. Sarà una cerimonia bellissima, e Katniss indosserà un abito meraviglioso. Sembra un sogno… Invece è un incubo. Katniss è in pericolo. E con lei tutti coloro a cui vuole bene. Tutti coloro che le sono vicini. Tutti gli abitanti del Distretto. Perché la sua ultima vittoria ha offeso le alte sfere, a Capitol City. E il presidente Snow ha giurato vendetta. Comincia la guerra. Quella vera. Al cui confronto l’Arena sembrerà una passeggiata. [fonte Ibs.it]

Terzo libro della trilogia degli Hunger Games, qui trovate la recensione al primo libro, qui invece la recensione al secondo libro.

Ma siamo seri? Seriamente? Il precedente mi ha illusa, credevo che fossimo arrivati ad un livello, non dico eccelso, ma almeno decente, e invece no! È addirittura peggio del primo! Il canto della rivolta si becca alla grande una stellina, cosa che non do quasi a nessuno.
Ma partiamo dall’inizio.

Katniss parte in quinta raccontando del Distretto 12, ormai distrutto, e di come i pochi superstiti siano stati trasferiti dai ribelli nel Distretto 13. Fin qui tutto bene, però poi inizia a chiacchierare di una certa Presidente Coin, buttata lì senza neanche uno stralcio di presentazione, la Collins la cita come se noi lettori già sapessimo chi sia. no invece, noi non abbiamo la più pallida idea di chi sia o di come sia fatta fisicamente, almeno del Presidente Snow qualcosina era stato trapelato, in questo caso niente; solo verso la fine si riesce a intuire qualcosa sulla personalità della Coin. Grazie al razzo, il libro è finito…
Continuiamo.

La propaganda televisiva. Secondo me ce n’è troppa, dai. Sei in guerra e ti metti a truccarti apposta, a provare le scene, ma dai; da questo punto di vista sono d’accordo con Katniss, è semplicemente assurdo.
Come è semplicemente assurdo l’iniziale piano d’attacco per conquistare il Distretto 2, quello dei Pacificatori. Gale ha avuto la brillante idea di provocare una valanga affinché chiudesse le vie d’accesso alla montagna dove sono rifugiati i Pacificatori e di far saltare anche l’unica via di salvezza, in modo da seppellirli vivi nel cuore della montagna. Giusto per ricordarci che i Distretti si sono ribellati a Capitol City perché non tolleravano più il sistema vigente e si devono abbassare al livello del Presidente Snow (ergo Capitol City) per risolvere la situazione. Coerenza ai minimi storici, l’occhio per occhio andava bene ai tempi di Hammurabi.

Altra scena che fa cadere le perle.
Peeta non è riuscito a scappare nel 13 con Katniss e compagnia bella, è stato catturato da Capitol City e torturato, sottoposto a varie torture fisiche e psichche. Ogni tanto torna in tv per chiedere il cessate il fuoco e, in un lampo di lucidità, avverte il 13 di un attacco.
Il 13 organizza una squadra di soccorsi per liberarlo, ci riescono e lo portano nel 13. Peeta è completamente traumatizzato, spezzato interiormente, i ricordi sono confusi a tal punto che cerca di uccidere Katniss. Dopo tutto quello che lei gli ha fatto, Peeta riesce a darle della stronza; Katniss, invece di dire: “Scusa, hai ragione, mi sono comportata da emerita stronza” si indispettisce tutta e si incazza. Seriously? Prima perla che cade.
La seconda cade quando sono nel bel mezzo della rivolta a Capitol City, Katniss si è portata dietro Peeta per non si sa bene quale astruso motivo, qualcuno muore senza senso, Peeta deve ritrovare la lucidità e come ci riesce? Con Katniss che gli dice la classica frase cliché degna di un Harmony: “No, non lasciare che i tuoi ricordi ti portino via da meeeeeeeeeeaH”. Plof, perla caduta.

Poi la parte ganza.
Dopo che la guerra è finita, per dimostrare che il nuovo governo non sarà come il precedente, la Coin decide, nientepopodimenoche, di organizzare una nuova edizione degli Hunger Games con i bambini imparentati con i pezzi grossi del precedente governo.
Sorvolo sulla morta inutile di Prim. Cosa diamine ci fa una bambina di tredici anni in una zona di guerra? La motivazione della Collins: Prim faceva parte del gruppo di infermieri e soccorritori morti durante l’ultimo bombardamento. Bah…

Sinceramente, non salvo niente di quest’ultima parte. Nemmeno il finale, che è fin troppo sbrigativo e poco logico.
Sono rimasta delusa, forse avrei dovuto aspettarmelo visto che Hunger Games non mi era andato poi troppo a genio, ma pensavo che, dato che con La ragazza di fuoco la Collins si era un po’ riscattata, questo fosse il migliore di tutti.
Lo consiglierei a qualcuno? Se prima di finire la trilogia avrei detto “Nì”, adesso sono sicura al 100% che dico NO, non lo consiglio assolutamente.

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  1. Non giudico i gusti, perché come si suol dire da secoli “de gustibus…” :) e trovo sacro santo che ognuno abbia i suoi gusti (sennò sai che palle XD )
    però secondo me ti sei persa alcuni passi ^^ Prim viene mandata dalla Coin apposta per colpire Katniss, perché comunque (e si capisce) non è che sia molto meglio di Snow XD
    ma era voluta questa cosa e infatti Katniss la uccide… ^^

    • Avrebbe potuto farlo in migliaia di altri modi, così invece è proprio senza senso, l’unica bambina di tutto l’esercito? Non ci sta, avesse avuto l’età per essere identificata come “soldato” non avrei detto niente, ma così, secondo me, è troppo forzato :)

  2. Pingback: Hunger Games (film) | Lo Stanzino

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