Archivio mensile:giugno 2012

Lara Manni/Lipperini, un curioso dejà-vu

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Giusto per fare di questo spazio un qualcosa di serio, ho deciso di spendere qualche parolina sullo scandalo fantasy-letterario del momento: il caso Lara Manni/Lipperini.
In altre sedi (nella mia cara Locanda) ho espresso il mio punto di vista, molto sintetico però, come ho il vizio di fare. Qui invece, spero di scrivere un qualcosa di più approfondito (diamine, mi sebra d’esser tornata al liceo con la prof d’italiano che mi diceva sempre di approfondire i concetti… >_>)

Prima di tutto le cose importanti: chi è Lara Manni e chi è Loredana Lipperini.

Loredana Lipperini è una giornalista famosa che collabora da anni con La Repubblica, ha scritto anche diversi libri e tiene un blog in cui parla di letteratura, editoria, il femminismo e altre robe che potete consultare tranquillamente sulla sua pagina su Wikipedia, QUI.
Lara Manni è una scrittrice italiana che ha esordito con la trilogia fantasy Esbat, Sopdet e Tanit, ispirati a InuYasha, in precedenza già fanfiction su EFP.

La Manni ha detto e ribadito più volte di essere partita come fanwriter e che Esbat era nata come fanfiction su InuYasha, in seguito un lettore della fanfic l’ha segnalata ad un’amica che l’ha segnalata ad un’importante agenzia letteraria; il tempo di modificare un po’ la storia così da renderla originale ed ecco che Esbat arriva nelle librerie italiane pubblicato da Feltrinelli.

Ora, anche io sono nata come fanwriter da quattro soldi (e infatti ho smesso dopo un annetto, LOL) e quindi credo di sapere un po’ come funziona il mondo del fandom, molti scrivono per hobby, verissimo, ma molti altri usano gli archivi di fanfiction per farsi le ossa e migliorare le loro abilità di scrittori perché anche loro ambiscono alla pubblicazione con un editore.
Ecco perché nel fandom Lara Manni è una specie di eroina, lei rappresenta il sogno fatto realtà di molti scrittori amatoriali, la possibilità di vedere pubblicata la propria storia.
Una specie di sogno americana all’italiana, lei ce l’ha fatta, allora forse posso farcela anche io. E questo discorso non è sbagliato, anzi, è di incoraggiamento.
Una favola a lieto fine in poche parole.

Poi, IL DRAMMA.

Sul web si inizia a vociferare che le due signore in realtà siano la stessa persona, si inizia a chiacchierare di come abbiano lo stesso agente, editate entrambe dalla Feltrinelli, la Lipperini che recensisce positivamente la Manni e così via.
Il fattaccio è che nessuna delle due interviene per smentire la cosa, dando così credito a coloro che sostengono Manni=Lipperini.
Il caso è scoppiato a Marzo, il blog della Lipperini continua come se non fosse successo niente, Lara Manni invece, che teneva un blog e aggiornava molto spesso, sembra essere sparita dal web.
Infine spuntano le prove concrete a supportare tale teoria: i bollini SIAE di Esbat (QUI quello pubblicato da FantasyMagazine, QUI quello pubblicato dal Duca).

Se venisse confermato, se una delle due confessasse di essere l’altra, cadrebbe tutto il teatrino che l’ha viste protagoniste, ma soprattutto cadrebbe e svanirebbe nel nulla quella figura rappresentativa che molti fanwriter hanno preso d’esempio.
Lara Manni non era solo un nome, ha tenuto un blog, ha socializzato con diverse persone, in qualche modo era viva e lottava insieme a noi, era una figura ben distinta
Non credo di esagerare dicendo che è stato uno shock per molti venire a scoprire che le due potrebbero essere la stessa persona.
Sia ben chiaro, se la Lipperini avesse voluto usare uno pseudonimo ben venga, nessuno può impedirglielo ed è nei suoi diritti, nessuno lo mette in dubbio, solo che boh, non riesco a capire.

Mettiamo per assurdo che fosse vero e la Lipperini pubblica con il nome Lara Manni. C’è qualcosa di male? No, l’importante è che il libro sia scritto bene e che piaccia ai lettori, chi l’ha scritto è di secondaria importanza.
La Lipperini apre un blog col nome Lara Manni dove posta articoli, considerazioni, immagino conosca altre persone con cui, spero, abbia creato un rapporto. C’è qualcosa di male? Io penso di sì poiché i lettori del blog della Manni sarebbero stati ingannati per tutto questo tempo e non è giusto nei loro confronti, gli si è mancato di rispetto.

Tutto ciò mi ricorda il caso El Defe/Owasa che scoppiò un paio di anni fa nel fandom.
Premetto che la cosa non mi sfiorò nemmeno perché ero già alla deriva e comunque io “scrivevo” e basta, non mi interessavo di altro all’infuori di EFP, ma sto divagando…
Questo El Defe apparve dal nulla, fece subito carriera nello staff di alcuni siti abbastanza importanti sulla scrittura amatoriale (Criticoni, da lui fondato e ora scomparso dal web) e partecipando attivamente alla community.
Poi apparve, sempre dal nulla, tale Owasa, che aprì sul defunto Splinder un blog di recensioni negative alla Gamberetta (con la differenza che Gamberetta si sente che studia/sta studiando, Owasa stroncava e basta), che devastò qualche vita virtuale. Quando qualcuno iniziò a capire che qualcosa non tornava iniziarono le indagini e, messo alle strette, El Defe fu costretto a confessare.
Oltre ad essere questa Owasa, era anche Rita, un’altra amministratrice di Criticoni, ed era coinvolto nel caso Kar85 (fanwriter morta di cancro che in realtà non è mai esistita); inutile dire che scoppiò un putiferio durato giorni.

Ecco, mi sembra di rivedere le stesse scene, come si può prendere in giro così delle persone facendo finta di essere chi non siamo? Non si tratta del solito fake passeggero, ma proprio di un’identità virtuale ben definita, io mi sentirei molto una merda, non so voi, e spero vivamente che una delle due si faccia viva per smentire la cosa, sarebbe un colpo troppo duro, sia per l’editoria, sia per il fandom, che immagino sia più coinvolta viste le origini della Manni.

Che dire? C’è solo da sperare in una smentita a breve.
Io vorrei poter credere che siano due persone diverse, ma il bollino alla mano e il fatto che ancora da parte della Lipperini e della Manni c’è il silenzio non depone a loro favore. Si dice che a pensare male si fa peccato ma che a volte ci si azzecca…

Inheritance o La gran cagata

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SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER SPOILER!!!
Esatto, ciò che state per leggere è pieno della roba qua sopra, se poi vi venite a lamentare che vi ho rovinato la lettura, vi apro il culo…

Paolini ci ha fregati alla grande. Iniziai a leggere Eragon che avevo 16 anni, a seguire subito dopo Eldest, entrambi regali di un’amica; “Vabbè – mi dissi – è una trilogia, ormai finiamola”. E lì la prima trollata di Paolini. “Eh, vedete, l’ultimo libro contiene troppe informazioni, troppe pagine per un volume solo, sono costretto a dividerlo in due.”.

Ok, va bene, ci si poteva stare (no).

Esce il terzo volume, Brisingr, dal titolo impronunciabile, probabilmente altra trollata del caro Paolini, uno perde metà della sua vità cercando di pronunciarla per bene e intanto l’ultima parte è uscita; da una parte è geniale.
Comunque, mi feci regalare anche quello e… delusione massima! Mi avevano promesso un tomone pieno di azione e invece l’unica vera parte interessante sono state le 20 pagine di duello finale tra Galbatorix (LOL) ed Oromis.

Ok, stendiamo un velo pietoso sul libro filler ed auguriamoci che l’ultima parte sia degna delle aspettative che mi sono fatta.
Prime 200 pagine (duecento, DUECENTO): il nulla cosmico. Due centinaia di pagine buttate per niente, un albero sradicato per sciupare inchiostro, in parole molto povere. Già che Roran è un personaggio inutile, che senso ha dovermi sorbire la sua scalata al potere assediando una città in 4 giorni con un manipoletto di soldati? Eh? Quattro giorni?? Ora, io non sono un’esperta di strategia militare, confesso di non saperne assolutamente niente, ma quattro giorni per conquistare una città assediata, passando poi da un canale fiuviale, beh… se questo non è esagerato, ditemi voi cos’è.
Un intero e inutile capitolo sulla nascita di una bambina e un altro inutilissimo capitolo su Eragon che inventa incantesimi su incantesimi per toglierle il labbro leporino; un paio di pagine sciupate su Saphira che si preoccupa di una squama caduta. Diamine sei un drago, non un’adolescente in crisi mistica…

Ho letto veramente quello che ho letto?

Dopo una supercazzola da parte del Re dei Nani nei confronti del povero piccolo Eragon, arriviamo all’unica azione degna di nota: il risveglio di Glaedr.
Lo spirito di un drago che insegna ad un uomo come si combatte con la spada mi mancava, però devo ammettere che è una cosa interessante, si tratta pur sempre di un’altra tattica di lotta, questo glielo riconosco a Paolini.
Altra parte interessante verso pagina 350, l’allegra compagnia formata da Eragon, Arya, un elfo stregone a caso e Angela e relativo gatto mannaro al seguito, si introduce in città passando da un sotterraneo scoperto, bada caso, esattamente quando le cose si stavano mettendo male.
All’improvviso però vengono assaliti da dei cultisti e fatti prigionieri, quasi dati in pasto ai cosi lì, Ra’zac, se non fosse per il repentino intervento di Angela (che vorrei ricordare è diventata un personaggio importante e ancora non sappiamo niente di lei).
Segue scontro in città tra Saphira e Castigo. Alla fine Dras-Leona viene conquistata.

Colpo di scena! In piena notte Murtagh ritorna e rapisce Nasuada, che viene portata dal fratello cattivo di Panoramix a subire tutte le torture, fisiche e mentali, possibili, solo per farle giurare fedeltà.
Nel mentre Eragon e Saphira devono allontanarsi dai Varden per andare a Vroengard, a trovare qualcosa che possa sconfiggere Galbatorix. E cosa potranno mai trovare? Altre uova e altri Eldunarì ovviamente, altro clicherone degno di “Io vi credevo morti e invece siete tutti vivi!”
A questo punto Eragon, grazie ai cuori dei cuori dei draghi subisce un power-up al limite del verosimile, insomma, va bene l’energia in più, ma non c’è nessuna conseguenza? Nessun prezzo da pagare? A me sembra un po’ una boiata però oh, scelte dell’autore.
Tornato dai Varden, che intanto sono avanzati fino a Urû’baen, inizia la parte finale del libro, la battaglia contro Galbatorix, il Cavaliere e mago più potente di Alagaësia! E chi si porta dietro il nostro eroe? Saphira (ma lei ci sta), la solita Arya (per vedere se riesce a fare colpo), gli elfi stregoni con nomi a caso e, udite udite… Elva! La piccola misera bambina maledetta da Eragon. E solo perché: “Eh, con le sue parole riesce a provocare dolore agli altri, basta farla chiacchierare con Galbatorix e il gioco è fatto.”

EH!?

Difatti, con mio sommo piacere, al cospetto di Galbanino, viene pwonata e fatta diventare inutile. Com’era prevedibile vorrei aggiungere io; cioè dai, ti trovi di fronte il nemico più temibile e speri di farla franca col potere di una bambina? Seriously?
Dopo l’epicissimo-ma-anche-no scontro Eragon/Murtagh, vinto dal primo perché è riuscito, una buona volta nella vita, a seguire i consigli di Glaedr.
Arriviamo alla fine allo scontro che tutti aspettavamo.
Quattro libri.
Anni e anni di attesa.
Finalmente ci siamo.
La battaglia che deciderà le sorti del mondo!
E come finisce?
Con la morte stupida e idiota di Galbatorix, ucciso dai ricordi dei draghi.

Fatemi capire bene, l’essere che ha scoperto il Nome, con il quale può prendere la magia, accartocciarla metaforicamente e gettarla via, viene fatto fuori dai ricordi dei draghi riversati nella sua coscienza affinché capisse il male che ha provocato nel corso del tempo.
Non viene ucciso da un colpo di spada di Eragon o perché magari soccombe per le troppe ferite, no, per via dei ricordi.
Io la chiamo morte stupida, e mi fa anche girare i coglioni che non ho, sinceramente parlando. E la cosa che mi fa ancora più incazzare è che non è finita qui, un altro centinaio di pagine inutili per farci sapere che stanno tutti bene e Arya, l’odiosissima Arya è diventata Regina degli elfi e al tempo stesso è Cavaliere dei Draghi!
Esatto! Vi ricordate che c’erano tre uova rimaste? L’uovo blu di Saphira, il rosso di Castigo e quello verde. E a chi poteva andare se non a miss Marysue-dio-mio-quanto-adoro-i-draghi?

Odio totale, davvero.
E non solo per tutto ciò scritto sopra, ma anche per la perculata fatta ai lettori della divisione del terzo volume ideato in origine.
Paolini, per favore, abbandona il fantasy.

Well well

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No, non sono morta e no, non ho già deciso di abbandonare il blog (che probabilmente nessuno legge, LOL), semplicemente mi sto dedicando alla recensione di Inheritance, che va praticamente di pari passo con la lettura del libro. Ovviamente se ci metto tanto è perché il libro è una mazzata unica e faccio fatica a non gettarlo dalla finestra…

Anyway, avevo pensato a scrivere due righe su Stones Grow Her Name, il nuovo album dei Sonata Arctica, ma a parte “Bellissimo, mi gasa troppo” non saprei cosa dire ._. però merita molto secondo me!
Bon, vediamo un po’ se si riesce ad andare oltre le 50 pagine settimanali. -.-

Baracca e burattini

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Uno che mi viene a dire: “Se non ci sono soldi, ce li stampiamo noi.” non ha molto chiara la storia. Germania ’29 gli dice niente?
A parte che, secondo me, abbiamo sbagliato fin dall’inizio con l’euro, la moneta unica va bene se anche tutto il fisco (e relative robe economiche) è unico; IMHO dovevamo fare come gli Stati Uniti, una sorta di federazione europea, ogni stato si tiene una sua certa autonomia però con a capo un presidente europeo che tira le fila di tutto.

A me dispiace dirlo, veramente, ma se per salvare la Grecia bisogna fallire noi, no, non ci sto.